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Cenni metodologici sulle fonti utilizzate dall'Osservatorio Prezzi

CENNI METODOLOGICI SULLE FONTI UTILIZZATE DALL'OSSERVATORIO PREZZI

Indici dei prezzi
ISTAT


  • Le statistiche dei prezzi di fonte ISTAT sono rivolte a produrre indicatori idonei ad esprimere la dinamica temporale media dei prezzi praticati nelle diverse operazioni di mercato e nelle diverse fasi della commercializzazione dei prodotti.
  • L'indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali misura le variazioni nel tempo dei prezzi che si formano nel primo stadio di commercializzazione. I prodotti inclusi nel calcolo sono quelli dei settori industriali, con esclusione dei minerali e prodotti della trasformazione di materie fissili e fertili, dei mezzi di trasporto aerei, marittimi e ferroviari, dei manufatti dell'edilizia e degli armamenti. I prezzi rilevati si riferiscono ai beni venduti sul mercato interno da imprese residenti in Italia e sono franco fabbrica o magazzino del venditore, al netto dell'Iva e di ogni altro onere a carico dell'acquirente e definiti secondo le clausole contrattuali più usuali.
  • In particolare gli indici sono calcolati con riferimento a:
    • un campione di 3.739 imprese produttrici di beni le quali mensilmente comunicano i prezzi praticati per i prodotti compresi nel paniere;
    • una lista di 1.034 voci di prodotti, rappresentativa dei principali beni venduti in Italia dalle imprese industriali residenti nel nostro Paese; la lista è articolata in 277 categorie, 159 gruppi e 28 divisioni e 16 settori;
    • una classificazione dei prodotti definita in sede comunitaria (PRODCOM) e adottata dalla maggior parte dei Paesi membri dell'Unione Europea;
    • una ponderazione determinata in base ai dati più recenti sulla produzione industriale italiana, dedotti dalle indagini correnti dell'Istat.
  • Gli indici dei prezzi al consumo misurano le variazioni medie nel tempo dei prezzi che si formano nelle transazioni relative a beni e servizi scambiati tra gli operatori economici ed i consumatori privati finali. Secondo gli scopi loro assegnati essi si differenziano in relazione alla popolazione dei consumatori ai quali si riferiscono ed alla composizione del paniere dei consumi considerati.
  • Gli indici nascono da un'unica rilevazione dei dati svolta, secondo metodi e norme stabiliti dall'ISTAT, dagli Uffici comunali di statistica dei Comuni capoluoghi di provincia, presso un campione di punti di vendita da essi stessi selezionato. Il campione rappresenta le principali tipologie di vendita frequentate dai consumatori per i loro acquisti: negozi tradizionali, grandi magazzini, supermercati, ipermercati, hard-discount, distribuzione commerciale su aree pubbliche. La gamma dei beni e servizi per i quali si rilevano i prezzi (paniere dei prodotti) comprende quelli che più frequentemente ricorrono nelle spese della maggior parte dei consumatori e le cui variazioni medie di prezzo possono considerarsi rappresentative dell'intero fenomeno.
  • La periodicità delle rilevazioni è diversa a seconda delle varie categorie di beni e servizi. In particolare:
    • la rilevazione dei prezzi dei prodotti "freschi" (pesce fresco, ortaggi e frutta) avviene due volte nel mese, precisamente nei giorni 1 e 12 del mese cui si riferiscono gli indici;
    • la rilevazione dei prezzi degli altri generi alimentari, degli articoli di abbigliamento e di alcuni servizi personali è mensile e viene effettuata dal 16 del mese precedente al 15 del mese cui si riferiscono gli indici;
    • la rilevazione delle tariffe è mensile e, per i prodotti aventi prezzo unico su tutto il territorio nazionale, avviene il giorno 15 del mese di riferimento degli indici o, se il giorno 15 cade di sabato o domenica, il venerdì precedente;
    • la rilevazione dei beni durevoli per la casa (elettrodomestici, mobili, ecc.), dei canoni di affitto delle abitazioni e quella concernente alcuni servizi professionali viene effettuata ogni tre mesi; la cadenza trimestrale è differenziata per i tre gruppi di prodotti.
  • Dal 1999 il sistema degli indici dei prezzi al consumo è stato profondamente rinnovato al fine di migliorare la qualità dell'informazione. Nel calcolo degli indici elementari di prodotto è stata adottata la media geometrica; sono stati aggiornati il paniere dei beni e servizi oggetto di rilevazione e la struttura di ponderazione; gli indici sono calcolati utilizzando la tecnica del concatenamento con base al dicembre dell'anno precedente che costituisce pertanto la base di calcolo.
  • L'aggiornamento del paniere condotto sulla base dei dati più recenti disponibili sui consumi privati interni stimati nell'ambito della Contabilità nazionale, e sui dati riguardanti i bilanci delle famiglie, ha beneficiato inoltre di informazioni derivanti da numerose altre fonti statistiche ed amministrative. In definitiva la revisione del paniere ha portato con se le seguenti novità: - introduzione di nuove voci di prodotto relative a categorie di consumo che hanno assunto importanza nel tempo (assicurazioni moto e motocicli, frequenza ad asili nido, modem, ecc.); - sostituzione di posizioni rappresentative non più presenti o presenti meno usualmente sul mercato, con altre maggiormente diffuse (fisioterapia al posto di iniezioni intramuscolari, nella voce di prodotto servizi medici ausiliari); - eliminazione di posizioni rappresentative ridondanti o di scarso peso all'interno di voci di prodotto già ben rappresentate nel paniere precedente (in particolare per il capitolo dei prodotti alimentari).
  • La classificazione adottata è la COICOP95 nella versione REV.1 in ossequio alle norme comunitarie, pertanto tutti gli indici assumono la medesima articolazione in 12 capitoli di spesa, adottata anche per gli indici relativi agli anni dal 1996 al 1998, che sono stati ricostruiti, mantenendo la ponderazione del 1995. Nel paniere attuale che si riferisce alla base 1999 i prodotti presenti sono circa 930, raggruppati in 569 posizioni rappresentative, 228 voci di prodotto, 108 categorie, 38 gruppi e 12 capitoli.
  • Indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività
    È il principale indice dei prezzi al consumo; esso è calcolato con riferimento a:
    • popolazione: tutte le famiglie presenti in Italia;
    • territorio: le città capoluogo di provincia;
    • paniere: fisso, rappresentativo dei consumi dell'intera popolazione presente e nell'anno scelto come base, costituito da oltre 930 prodotti, raggruppati in voci, gruppi, categorie e capitoli di spesa;
    • ponderazione: riferita ai consumi delle famiglie presenti nell'anno 1995 per gli indici relativi agli anni 1996, 1997 e 1998; 1998 per l'anno 1999; 1999 per l'anno 2000, 2000 per l'anno 2001; i pesi sono stabiliti a livello regionale.
    In complesso, per il calcolo dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, vengono elaborate mensilmente dall'ISTAT oltre 300.000 quotazioni di prezzo rilevate in 25.000 punti di vendita e 12.000 abitazioni in affitto.

    La legge 5.2.1992, n. 81 prescrive l'obbligo di calcolare gli indici nazionali dei prezzi al consumo al netto dei consumi di tabacco, pertanto di questo indice sono elaborate le due versioni: "compresi i consumi di tabacco", come prescrivono la metodologia statistica e le regole dell'armonizzazione comunitaria degli indici, e "al netto dei consumi di tabacco", come prescrive la fonte legislativa nazionale citata.
  • L'Osservatorio elabora mensilmente circa 2.000 dati di fonte ISTAT, con riferimento sia agli indici del prezzi al consumo per l'intera collettività nazionale (base 1995 = 100) che agli indici dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali (base 2000 = 100). La consistenza complessiva della banca dati ISTAT predisposta dall'Osservatorio comprende le seguenti informazioni:

    Per i prezzi al consumo per ogni mese a partire da gennaio 1996:
    • Circa 1.300 record per i 12 Capitoli di spesa;
    • Circa 500 record per 11 Tipologie;
    • 80.000 record per circa 560 Posizioni rappresentative (dal 1999 ogni anno con l'aggiornamento del paniere si modifica il numero delle posizioni rappresentative);
    Per i prezzi alla produzione per ogni mese a partire da gennaio 2001:
    • 7.200 record per 151 Prezzi alla produzione.

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Indici dei prezzi al consumo
EUROSTAT


  • L'Indice armonizzato dei prezzi al consumo HIPC, di fonte Eurostat, Banca Dati New Cronos, è stato sviluppato per consentire la misura dell'inflazione comparabile a livello europeo; fa parte, infatti, degli indicatori considerati per la verifica della convergenza delle economie dei paesi membri dell'Unione Europea.
  • L'HIPC ha in comune con l'indice generale dei prezzi al consumo nazionale la popolazione di riferimento, ma se ne differenzia perché il paniere esclude, sulla base di un accordo comunitario, le lotterie, il lotto, i concorsi pronostici e i servizi relativi alle assicurazioni sulla vita.
  • Un'ulteriore differenziazione fra i due indici riguarda il concetto di prezzo considerato: il NIC considera sempre il prezzo pieno di vendita; l'HIPC si riferisce invece al prezzo effettivamente pagato dal consumatore. Ad esempio, nel caso dei medicinali, mentre per l'indice nazionale viene considerato il prezzo pieno del prodotto, per quello armonizzato europeo il valore di riferimento è rappresentato dalla quota effettivamente a carico del consumatore (il ticket). L'HIPC, inoltre, tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi e promozioni).
  • L'HIPC si basa sulla classificazione COICOP (Classification Of Individual Consumption by Purpose) utilizzata anche dall'Istat per la costruzione dell'indice generale dei prezzi al consumo (NIC): i primi tre livelli della struttura gerarchica di aggregazione a cinque livelli dei prezzi al consumo nazionali coincidono, infatti, con la COICOP. Il primo livello viene denominato capitolo (12), il secondo livello categoria (38) e il terzo livello gruppo (107). La disaggregazione a 3 digit permette quindi delle analisi per gruppi di prodotti ma non per singolo prodotto.
  • La banca dati Eurostat - New Cronos comprende 165 indicatori, inizia a Gennaio 1990 ed è con base 1996 = 100. Dal gennaio 2006 gli indici vengono forniti con base 2005 = 100.
  • Complessivamente, la banca dati Eurostat dell'Osservatorio prezzi ha una consistenza di quasi 1.000.000 record con un flusso mensile di 5.940 dati riferiti a 36 paesi.

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Livelli dei prezzi
Prezzi al consumo di un paniere di beni e servizi di largo consumo - ISTAT


  • L'Osservatorio prezzi analizza la dinamica del livello dei prezzi nel territorio nazionale di un paniere di beni e servizi di largo consumo.
  • I dati presentati si riferiscono ai prezzi rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell'ambito della rilevazione mensile dei prezzi al consumo coordinata dall'Istituto Nazionale di Statistica.
  • Per i beni i livelli dei prezzi sono rilevati in tutte le principali tipologie di punti vendita al dettaglio (distribuzione moderna, distribuzione tradizionale, mercato rionale, hard discount).
  • La rilevazione dei prezzi al consumo viene effettuata in modo tale che in ciascun esercizio i rilevatori registrino mensilmente il prezzo del prodotto (o anche referenza, che è possibile definire come la combinazione di tre caratteristiche: varietà, marca e confezione) più venduta nello specifico punto vendita (ad esempio, per la pasta, il prezzo della varietà x, della marca y, della confezione di grammi z). Il prezzo della referenza prende il nome di quotazione.
  • I dati diffusi dall'Osservatorio prezzi e tariffe riguardano la media (geometrica) delle quotazioni mensili registrate in ciascun comune capoluogo di provincia, nelle diverse tipologie distributive. Accanto alla media geometrica l'Osservatorio prezzi diffonde l'indicazione del prezzo minimo e massimo rilevato.
  • Il piano di pubblicazione dei dati prevede di partire dai 20 comuni capoluoghi di regione per poi incrementare gradualmente il numero di capoluoghi di provincia considerati.
  • Attualmente sono disponibili le informazioni riferite a circa 64 prodotti, che sono stati classificati in 4 tipologie: ortofrutta, alimentari, cura della casa e della persona, servizi.
  • La consistenza complessiva della banca dati sui livelli dei prezzi di fonte Istat predisposta dall'Osservatorio comprende circa 2000 record per ogni mese a partire da settembre 2004. La consistenza della banca dati aumenterà gradualmente per l'inserimento di nuovi prodotti e l'aggiunta di altri capoluoghi di provincia.

 

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Prezzi all'ingrosso dei beni ortofrutticoli nei mercati italiani MISE - Unioncamere - BMTI

La rete di rilevamento prezzi all'ingrosso dei prodotti ortofrutticoli nei mercati italiani.

I mercati all’ingrosso sono la fonte ufficiale dei dati per il settore ortofrutticolo: ogni ente gestore, tradizionalmente, come aveva stabilito la Legge n. 125 del 25 marzo 1959, deve svolgere attività di rilevamento allo scopo di fornire i dati necessari a comprendere l’andamento dell’attività commerciale dei diversi prodotti, introdotti e venduti all’interno delle strutture mercatali. Nello specifico vengono rilevati i prezzi giornalieri e i quantitativi immessi alla vendita delle principali referenze commercializzate.

La rete di rilevamento prezzi dei mercati all’ingrosso, realizzata dal Consorzio obbligatorio per la gestione dei dati statistici dei mercati (Consorzio Infomercati), a suo tempo istituito proprio a questo fine, ha sostituito i sistemi autonomamente sviluppati dai diversi mercati e raccoglie un numero molto elevato di informazioni sui prezzi ortofrutticoli, quasi 10.000 prezzi rilevati settimanalmente.

A seguito della liquidazione del Consorzio Infomercati, le funzioni relative alla gestione della rete di rilevamento dei prezzi dei mercati all’ingrosso sono state affidate dal Ministero dello Sviluppo Economico ad Unioncamere, che si avvale della sua società in house Borsa Merci Telematica Italiana Scpa. Una nuova competenza per il Sistema delle Camere di Commercio che va inquadrata, come stabilito dall’art. 1, comma 2 c) del D. Lgs 219 del 25 novembre 2016 di riforma delle Camere di commercio, all’interno della rinnovata funzione camerale di rilevazione dei prezzi e delle tariffe.

La rete è attualmente costituita dai seguenti mercati ortofrutticoli: Roma, Milano, Bergamo, Torino, Verona, Padova, Treviso, Bologna, Piacenza, Reggio Emilia, Parma, Rimini, Firenze, Pescara, Napoli, Siracusa.

L’ufficialità dei listini viene garantita dalla firma del direttore del mercato e, una volta introdotto nel sistema informatico, dalla presenza del numero di serie del mercato su ogni riga di prezzo compilata.

La rete è composta da sistemi locali presenti nei mercati connessi con un sistema centrale. Quest’ultimo è contraddistinto da due elementi appositamente sviluppati per questo specifico settore che sono la codifica unificata e la lista condivisa.

La codifica unificata rappresenta il cuore del sistema ed è strutturata al fine di avere una definizione univoca per ogni prodotto presente in mercato. La realtà dei prodotti ortofrutticoli comporta alcune difficoltà nella definizione della codifica. Questa infatti deve essere abbastanza complessa da consentire la definizione di ogni prodotto commercializzato, ma allo stesso tempo, deve evitare la creazione di sinonimi che possano interferire con l’analisi statistica.

La lista condivisa è un insieme di prodotti che settimanalmente vengono inseriti nelle liste dei mercati. Questo permette di identificare i principali prodotti ortofrutticoli in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale.

Attraverso una videoconferenza con i principali rilevatori e tecnici di mercato, ogni settimana vengono stabilite le variazioni da apportare alla codifica ed alla lista condivisa. Al fine di mantenere il metodo di valutazione omogeneo per tutti i mercati è necessario che le valutazioni vengano prese collegialmente e centralmente.

La descrizione dei prodotti è fatta tramite un sistema di tabelle collegate ai campi di descrizione legate ad ogni specie. Quando viene rilevata la necessità dai tecnici operanti nei mercati di aggiungere una riga di descrizione per un prodotto nuovo (ad esempio la presenza di una nuova varietà) l’operatore addetto all’aggiornamento del sistema centrale provvede all’introduzione della voce nella specifica tabella e successivamente crea la riga di descrizione richiesta. Tutti i tecnici dei mercati avranno da questo momento la possibilità di introdurla nei loro rispettivi listini.

Per la descrizione dei prodotti vengono utilizzati dieci campi:

1                 SPECIE

2                 VARIETA’

3                 CALIBRO

4                 CATEGORIA

5                 PRESENTAZIONE

6                 MARCHIO/IGP

7                 ORIGINE

8                 CONFEZIONE

9                 UNITA’ DI MISURA

10             ALTRE CARATTERISTICHE

Per ogni prodotto viene rilevato il prezzo minimo, il prezzo massimo ed il prezzo prevalente, ovvero la quotazione che il tecnico stima essere la più rappresentativa in quanto riferita ai maggiori quantitativi venduti.

Il rilevamento delle quotazioni viene effettuato con il metodo dell’intervista, vengono intervistati, entro l’orario di fine delle contrattazioni, gli operatori commerciali presenti nel mercato addetti sia alla vendita che all’acquisto.

L’utilizzo da parte dei mercati all’ingrosso del sistema ha determinato una standardizzazione delle metodologie di rilevamento dei prezzi ed una completa confrontabilità dei dati raccolti.

È importante porre in evidenza che la commercializzazione della maggior parte dei prodotti è soggetta a forti variazioni stagionali e che pertanto in alcuni periodi dell'anno le quotazioni di taluni prodotti non vengono rilevate in quanto non presenti o presenti lo sono per quantitativi molto limitati.

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Prezzi all'ingrosso dei beni ortofrutticoli nei mercati europei MISE - Unioncamere - BMTI

Prezzi all’ingrosso dei prodotti ortofrutticoli nei mercati europei.

Allo scopo di poter comparare gli andamenti e i livelli dei prezzi dei principali prodotti ortofrutticoli commercializzati nei mercati europei nell’anno 2003 è stato costruito, a seguito degli accordi diretti con le omologhe organizzazioni dei mercati spagnola, francese e tedesca un osservatorio settimanale dei listini prezzi di alcuni dei più importanti mercati ortofrutticoli all'ingrosso europei (Parigi (Rungis) e Lione per la Francia - Berlino, Amburgo, Monaco di Baviera e Stoccarda per la Germania - Barcellona  per la Spagna - Roma, Milano e Bologna per l’Italia).

L’osservatorio ha come oggetto un numero di referenze indicativamente tra le trenta e le cinquanta, variabile a seconda del periodo stagionale, selezionate tra quelle con caratteristiche identiche tra le commercializzate nei paesi considerati.

 

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Dati e metodologie dell'Osservatorio Prezzi

DATI E METODOLOGIE DELL'OSSERVATORIO PREZZI

Nell'ambito della sua attività di monitoraggio, l'Osservatorio prezzi acquisisce con frequenza settimanale, bi-settimanale e mensile, informazioni su indici e livelli dei prezzi alle diverse fasi di commercializzazione dalle seguenti fonti:


 Indici dei prezzi ISTAT

L'Osservatorio Prezzi acquisisce ed elabora mensilmente circa 2.000 dati di fonte ISTAT, con riferimento sia agli indici del prezzi al consumo per l'intera collettività nazionale (base 1995 = 100) che agli indici dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali (base 2000 = 100). La consistenza complessiva della banca dati ISTAT utilizzata dell'Osservatorio comprende le seguenti informazioni:

Per i prezzi al consumo per ogni mese a partire da gennaio 1996:

  • Circa 1.300 record per i 12 Capitoli di spesa;
  • Circa 500 record per 11 Tipologie;
  • 80.000 record per 569 Posizioni rappresentative;

Per i prezzi alla produzione per ogni mese a partire da gennaio 2001:

  • 7.200 record per 151 Prezzi alla produzione.



 Indici dei prezzi al consumo EUROSTAT

EurostatLa banca dati Eurostat - New Cronos comprende 165 indicatori, inizia a Gennaio 1990 ed è con base 1996 = 100. Dal gennaio 2006 gli indici vengono forniti con base 2005 = 100; la disaggregazione a 3 digit permette di effettuare delle analisi per gruppi di prodotti ma non per singolo prodotto.

Complessivamente, la banca dati Eurostat, dell'Osservatorio prezzi ha una consistenza di quasi 1.000.000 record con un flusso mensile di 5.940 dati riferiti a 36 paesi.




 Prezzi al consumo di un paniere di beni e servizi di largo consumo, ISTAT

L'Osservatorio Prezzi acquisisce ed elabora mensilmente 2.000 record relativi ai livelli dei prezzi di un paniere di beni e servizi di largo consumo. I dati si riferiscono ai prezzi rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell'ambito della rilevazione mensile dei prezzi al consumo coordinata dall'Istituto Nazionale di Statistica. I prodotti considerati sono quelli di largo consumo, selezionati dal Comitato tecnico per il monitoraggio dei prezzi dei beni e servizi di largo e generale consumo istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico. La serie storica dei dati inizia con il mese di settembre del 2004 e riguarda circa 64 beni e servizi per i 20 capoluoghi di regione. Si prevede di aumentare sia il numero dei prodotti sia il numero dei capoluoghi di provincia considerati.


 Prezzi all'ingrosso dei beni ortofrutticoli nei mercati EUROPEI

Da novembre 2003, settimanalmente, vengono acquisite dall'Osservatorio prezzi circa 10.000 quotazioni all'ingrosso per i prodotti ortofrutticoli monitorati (circa 100).

Le elaborazioni effettuate dall'Osservatorio prezzi sono, quindi, circa 300 settimanalmente e circa 1.300 mensilmente.

 Prezzi all'ingrosso dei prodotti avicunicoli nei mercati italiani

Con cadenza settimanale, dal gennaio 2004 fino al giugno 2006 sono state acquisite dall'Osservatorio prezzi circa 60 quotazioni all'ingrosso per i prodotti avicunicoli monitorati relative al mercato di Forlì.
Dal luglio 2006, in seguito all'inserimento nel monitoraggio dei mercati di Padova, Treviso e Verona, vengono acquisite circa 250 quotazioni.

Le elaborazioni effettuate dall'Osservatorio prezzi sono, pertanto, circa 500 settimanalmente e circa 2.000 mensilmente.




 Prezzi della filiera ortofrutticola ISMEA

In complesso, con cadenza mensile, vengono acquisite dall'Osservatorio prezzi, da gennaio 2001 e per ognuno dei 3 segmenti della filiera (origine, ingrosso e dettaglio), le quotazioni medie per i 29 prodotti monitorati.

Pertanto sono effettuate ogni mese dall'Osservatorio circa 1.000 elaborazioni sui dati di base.

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